TOSCANA, Lunigiana. Pontremoli frazione Careola (MS).
La proprietà si trova a 25 min dal mare della Versilia e delle cinque terre। Posizione comoda anche per raggiungere gli impianti da sci del Cerreto.
La casa si trova al termine del paese, non lontana dal bar e dalla chiesa, immersa in atmosfera di pace e tranquillità.
email: etnica@tin.it
Il rustico

L'incantevole paese (fraz. Careola - Pontremoli)




La meravigliosa vista

La localizzazione


LA LUNIGIANA
Sul confine fra Toscana, Emilia e Liguria, la Lunigiana è una piccola regione omogenea per paesaggio, storia e cultura che offre al visitatore lo spettacolo di una natura incontaminata punteggiata dalle testimonianze del passato. Castelli, pievi , borghi medievali, ville e torri sono immersi fra praterie adibite a pascolo, dolci colline in cui si coltivano la vite e l'olivo, la verde Valle del Magra, i boschi di faggi e di castagni.La storia ha lasciato un segno profondo in Lunigiana, terra di confine e dunque di passaggio per popoli e culture diverse: attraverso la Val di Magra arrivavano gli invasori da Nord, qui i romani combatterono a lungo per sconfiggere i bellicosi liguri apuani, mercanti eserciti e pellegrini percorrevano nel Medioevo la via Francicegna che attraversava la Lunigiana per raggiungere San Jacopo di Compostela e il sud della Francia. Nell'ultima guerra feroce fu la repressione dei tedeschi e strenua la resistenza dei partigiani. La posizione strategica e la travagliata storia della Lunigiana hanno determinato la nascita di borghi e castelli fortificati che ancora oggi si conservano, perfettamente inseriti in un paesaggio prevalentemente rurale.Natura e storia sono perciò le attrattive maggiori di questo lembo di Toscana che attualmente offre alberghi dotati di ogni comfort, deliziosi agriturismi e campeggi immersi nel verde, ristoranti e trattorie dove gustare le eccellenti specialità della cucina locale. Gli amanti della natura apprezzeranno certamente la bellezza di una vallata sovrastata dai crinali dell'Appennino Tosco Emiliano, solcata dal Magra, un fiume così pulito che ancora oggi è possibile farci il bagno, le passeggiate a piedi a cavallo o in bici nei castagneti e nelle faggete, la raccolta dei mirtilli nelle praterie più aperte, gli incontri con caprioli, scoiattoli, aquile e falchi che qui possono ancora vivere indisturbati.
I CASTELLI
Sono indubbiamente i castelli a costituire l'elemento più originale ed affascinante del paesaggio in Lunigiana. Costruiti quasi tutti dai Malaspina, dominano vallate e borghi, accolgono i turisti anziché sbarrare la strada agli eserciti stranieri e raccontano una storia lunga secoli. Alcuni conservano ancora intatti persino gli arredi interni, altri ospitano musei, altri ancora sono purtroppo in stato di completo abbandono. I castelli sono i simboli della Lunigiana, raccontano il suo passato denso di avvenimenti storici, come accade in tutte le terre di confine solcate da importanti vie di collegamento. I più suggestivi, assolutamente da vedere, sono la Fortezza della Brunella ad Aulla, il castello di Bastia e quello di Castiglione delle Terziere. Ogni borgo della Lunigiana ha il suo castello, nucleo originario dei paesi moderni: Fivizzano, Fosdinovo, Villafranca, Mulazzo, Licciana Nardi, Pontremoli e Tresana offrono quelli meglio conservati e più affascinanti, alcuni dei quali di proprietà privata e visitabili previo accordo con i proprietari.Grazie alla sua Millenaria Storia, oggi la Lunigiana è una terra ricca di ricordi che si perdono nel tempo. Gli splendidi Castelli, ne sono un giusto esempio.Castello del Piagnaro, Castello della Verrucola, Castello della Villa di Tresana, Castello di Aghinolfi, Castello di Bastia, Castello di Castiglione del Terziere, Castello di Comano, Castello di Gragnola, Castello di Malgrate, Castello di Monti, Castello di Podenzana, Castello di Tresana, Castello di Treschietto, Castello di Virgoletta, Castello Malaspina di Carrara, Castello malaspina di Castevoli, Castello Malaspina di Fosdinovo, Castello Malaspina di Lusuolo, Castello Malaspina di Massa, Castello Malaspina di Terrarossa, Castello Malnido di VillafrancaFortezza della Brunella
MUSEI, MULINI e PIEVI
L'origine medievale dei borghi della Lunigiana e il profondo rispetto nutrito dalla popolazione per il proprio passato, hanno fatto sì che nulla si perdesse della storia trascorsa. Così sono ancora ben conservati e visitabili anche i mulini e le pievi, mentre molti sono i musei allestiti per conservare la memoria. In Lunigiana, zona ricca di torrenti impetuosi, i mulini fanno parte da sempre della vita quotidiana e del paesaggio. Con le ruote in pietra dei mulini ad acqua si macinavano le castagne dei boschi per produrre una farina ricca di proprietà nutritive, che consentiva alle popolazioni dei borghi di sfamarsi durante i lunghi mesi invernali. Ancora oggi alcuni mulini sono in funzione, a Fivizzano, uno vicino alla Pieve di Sorano, uno alla Rocca Sigillina e uno a Zeri, che lavora solo in autunno. Le pievi, simbolo della religiosità e della spiritualità popolare, sono sparse in tutto il territorio della Lunigiana. Particolarmente significativi sono i capitelli che si conservano al loro interno, recanti le fattezze di mostri e creature angeliche, segni di peccato e di salvezza. Sirene, mostri e teste mozzate sono visibili nei capitelli della pieve di Codiponte, vicino a Casola, mentre i simboli floreali sono scolpiti sui capitelli della pieve di San Paolo di Vendaso. I decori e le architetture delle pieve di Sorano mostrano invece come la Via Francigena abbia funzionato da luogo di scambio e fusione fra il romanico longobardo e quello toscano. Particolarmente suggestiva è anche la pieve di Pognana, immersa fra i cipressi e dalla quale si gode un superbo panorama sulla vallata sottostante.Fra i tanti musei allestiti in Lunigiana, il più originale è quello dedicato agli oggetti della tradizione contadina, chiamato Museo Etnografico della Lunigiana con sede a Villafranca. Allestito all'interno di un piccolo mulino, raccoglie gli utensili impiegati per la lavorazione della castagna, della canapa e del grano, alla base dell'economia locale. Sono presenti anche gli oggetti necessari per la lavorazione del ferro, del vimini, del legno e della pietra, per trasformazione del latte e la vinificazione.
LA VIA FRANCIGENA
La Via Francigena, anticamente chiamata Via Francesca o Romea e detta talvolta anche Franchigena, è il percorso di un pellegrinaggio che da Canterbury portava a Roma e costituiva una delle più importanti vie di comunicazione europee in epoca medioevale.Il pellegrinaggio a Roma, in visita alla tomba dell'apostolo Pietro era nel medioevo una delle tre "peregrinationes maiores" insieme alla Terra Santa e a Santiago di Compostela. Per questo l'Italia era percorsa continuamente da pellegrini di ogni parte d'Europa diretti a Roma. Nella maggior parte dei casi i pellegrini seguivano le Strade consolari romane. I pellegrini provenienti soprattutto dalla Francia cominciarono ad entrare in Italia dal passo del Monginevro, dando così alla strada che da lì arrivava a Roma il nome di Francigena, cioè dei francesiSi sviluppa su di un percorso di 1.600 chilometri che parte da Canterbury, e arriva a Dover per attraversare la Manica; da Calais, passando per Reims, Besançon e Losanna si arriva alle Alpi che vengono passate al colle del Gran San Bernardo. Dalla Valle d'Aosta si scende a Vercelli, Pavia e si attraversano gli Appennini tra le province di Piacenza e Parma. Da Pontremoli si prosegue per Lucca, Porcari, Altopascio, San Gimignano, Poggibonsi, Siena, Viterbo per terminare a RomaA partire dal 1994 la Via Francigena è stata dichiarata "Itinerario Culturale del Consiglio d'Europa" assumendo, alla pari del Cammino di Santiago di Compostela, una dignità sovranazionale. La Via Francigena dal passo della Cisa la via Francigena scende lungo il versante della Toscana, incontrando l’antica terra di Lunigiana.
I PARCHI PIU' FAMOSI
Parco Nazionale Appennino Tosco EmilianoParco Nazionale Delle Cinque TerreParco Delle Alpi Apuane
...e da non sottovalutare:
Area Protetta del Parco dei Cento LaghiIl Parco dei Cento Laghi si trova in un'area costellata da un numero particolarmente elevato di belle conche lacustri di origine glaciale di grande interesse paesaggistico che ricorda gli spettacolari ambienti alpini. Questo splendido paesaggio è stato sapientemente modellato dall’incessante opera dell’uomo che qui ha imparato a vivere e lavorare in perfetta armonia con le abbondanti risorse offerte dalla natura: il bosco, le rocce, l’acqua e i pascoli. La fitta rete di strade locali, antichissime mulattiere e sentieri (recentemente ripristinati) e la moderna rete di servizi e strutture per il turismo facilitano il visitatore nelle sue escursioni negli interessanti ambienti forestali, con conifere e latifoglie, e negli ambienti montani (rupi, brughiere d'altitudine, torbiere e pozze d'alpeggio. Ampio è anche il quadro floristico dell’Area Protetta che comprende centinaia di specie, tra cui molti endemismi appenninici ed apuani come la Primula Appennina e la Globularia Incanescens, proveniente dalle vicine Apuane. Il patrimonio faunistico si caratterizza invece per la presenza di animali dal rilevante interesse naturalistico come il Tritone alpestre apuano, l’Arvicola delle nevi, il Lupo appenninico, il Cervo europeo, l’Aquila reale, il Falco pellegrino e l’Astore.
Riserva Naturale Statale Pania di CorfinoMassiccio montuoso calcareo di tipo apuano, selvaggio e rupestre, ricco di interessanti aspetti botanici, geologici e faunistici, la Riserva Naturale Pania di Crorfino prende il nome dalla omonima montagna e comprende il versante sud-est del massiccio calcareo della Pania fino al torrente Fiume di Corfino. Si presenta come un massiccio montuoso calcareo con pareti rocciose e ghiaioni ai piedi del quale convivono endemismi particolari di notevole interesse botanico come faggio, maggiociondolo, sorbo montano, carpino nero e vari Prunus, tra cui di rilievo il ciliegio canino. A quote più basse troviamo da castagneti, cerro, frassino minore e carpino nero. La fauna si caratterizz per la presenza di cervo, caprioli, cinghiali, muflone e lupo. Troviamo anche la volpe, la puzzola, la martora, il tasso, la donnola e la faina, lo scoiattolo, l’aquila reale, il falco pellegrino ed è presente una colonia di taccola (Corvus monedula) che risulta una delle poche in Toscana a occupare un sito naturale.
Riserva Naturale Statale Guadine PradaccioConca lacustre con interessanti aspetti geomorfologici e vegetazionali che si estende nell’Alta Valle del fiume Parma sul versante settentrionale della catena appenninica. Il clima è temperato freddo e l’area si colloca nella fascia di transizione tra regime continentale e oceanico. La formazione floristica è costituita da faggio, abete bianco, acero montano, mirtillo e sorbo degli uccellatori e montano. La fauna della riserva si caratterizza invece per la presenza di lupo Canis lupus, capriolo, arvicola delle nevi, molte specie di pipistrelli, 8 specie di uccelli di interesse comunitario: aquila reale, falco pecchiaiolo, tottavilla, calandro, succiacapre, Balia dal collare e averla piccola. Tra i rettili figurano d’interesse la natrice viperina Natrix maura e la luscengola Chalcides chalcides, mentre tra gli anfibi sono presenti il tritone crestato ed alpestre, la salamendra pezzata e la rana temporaria. All’interno della Riserva, inoltre, sono state scoperte, dal Centro Nazionale per la Conservazione della Biodiversità Forestale di Bosco Fontana (MN), due specie di Coleotteri Curcilionidae nuove per la Scienza e due specie nuove per l’Italia, in corso di pubblicazione.
Riserva Naturale Statale LamarossaQuesta riserva fa parte del comprensorio dell’Orecchiella e la sua peculiarità è costituita dalla presenza di numerose sorgenti, tra cui quella di Lamarossa, e di una zona umida di notevole interesse naturalistico con rarità floristiche e relitti glaciali. I principali punti di interesse di questa area protetta sono raggiungibili tramite percorsi ben segnalati che partono dal Centro Visitatori. La copertura vegetale della riserva è di tipo forestale con nuclei di conifere, salici, betulle, ontani e pioppi tremuli. Negli ambienti umidi si trovano i rari carici, la pinguicola, la viola palustre, la gentiana porporina e la Genzianella stellata, epatiche, sfagni ed altre rarità di particolare interesse geobotanico. Questa riserva costituisce uno dei principali ambienti di pascolo e abbeveraggio per la fauna locale. Vi compaiono infatti lupi, caprioli, cinghiali e cervi. Anche l’avifauna è particolarmente ricca grazie alla presenza di astori, sparvieri, torcicollo, prispolone, merlo acquaiolo, bigia grossa, regolo (Regulus regulus), ciuffolotto e molti altri. Altri animali caratteristici sono il tritone alpestre, la rana appenninica ed il geotritone.
Riserva Naturale Statale dell’OrecchiellaIl Parco naturale dell'Orecchiella si estende, con i contorni simili a quelli di un cuore rovesciato, nel territorio dei Comuni di San Romano, Sillano e Villa Collemandina con una estensione di oltre 50 Km quadrati. Il parco raggiunge la massima altitudine con i 2054 metri del monte Prado, ai confini con il Parco del Gigante, assieme al quale l’Orecchiella costituisce un'area naturalistica di immenso valore. Il Parco Naturale dell'Orecchiella si divide in tre riserve naturali: "l'Orecchiella", "la Pania di Corfino" e "Lama Rossa", tutte gestite dal Corpo Forestale, che ne cura anche gli aspetti della promozione, del coordinamento e della sperimentazione.La conformazione geologica del Parco si distingue per le asprezze calcaree della Pania di Corfino delle cave di marmo di Sassorosso (ormai abbandonate) che si alternano al mite scorrere dell'altopiano ricoperto da prati e boschi. Il Parco dell’Orecchiella è ricco di sorgenti naturali e zone palustri, ma ciò che maggiormente lo caratterizza è il patrimonio suo boschivo di grande rilevanza che, inserito nel contesto delle foreste Demaniali dell'Alto Serchio estese per oltre 10000 ettari, si compone di cerri e castagni, abeti, aceri, ontani e grandi faggete, mentre solo sporadica è la presenza dell’abete. Inoltre sul versante ovest della Pania è stato creato un Orto Botanico con l'intento di preservare le specie floreali in via d'estinzione e mostrare ai visitatori quelle che hanno maggior valenza naturalistica sull'Appennino.Il Parco può vantare anche un patrimonio faunistico considerevole grazie alla presenza di aquila reale, falco altre numerosissime specie di uccelli, oltre che cervi, mufloni, caprioli e cinghiali.